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Il comportamento alimentare e l’assunzione di cibo

La normale modalità di assunzione del cibo da parte del cavallo è quella di pascolare di continuo per varie ore e quindi di riposare per periodi più o meno lunghi a seconda delle condizioni atmosferiche e delle distanze da percorrere per trovare acqua e foraggio. Anche se si nutre un cavallo con una razione pellettata si nota un comportamento assai simile fatto di pasti lunghi e frequenti, con pause di massimo 10 minuti.

Il cavallo che bruca al pascolo mastica ad una frequenza di 30 – 50 atti masticatori al minuto per 8 – 12 ore al giorno. Il cavallo mangia quando mangiano anche gli altri del branco e mangia di più quando vede un suo simile farlo. I cavalli prediligono assumere il pasto dal terreno e da secchi profondi, ciò permette loro di continuare a guardasi intorno controllando eventuali pericoli. Il cavallo bruca con una velocità di 25 prensioni al minuto.

I cavalli prediligono fortemente lo zucchero, respingendo il cibo acido, amaro e salato. Il comportamento di brucare permette agli animali di operare delle scelte, preferendo assumere maggiormente alcuni tipi vegetali rispetto ad altri. Fra le erbe, gli equini preferiscono maggiormente il dente di leone, il trifoglio bianco e la segale. I pony, rispetto ai cavalli, hanno una difficoltà maggiore a capire quale cibo è per loro velenoso, ma se provano malessere subito dopo l’assunzione imparano subito ad evitarlo. 

Il cavallo non dipende molto dai segnali di sazietà provenienti dallo stomaco, piuttosto i segnali di sazietà sembrano provenire dalla zona oro-faringea che indica in 25 bocconi la misura di aver ingerito cibo a sufficienza. Un cavallo sottoposto a falso pasto (con fistola esofagea che non permette al cibo di arrivare allo stomaco) non aumenta ne diminuisce la quantità e la frequenza di assunzione del cibo. Il cavallo aumenta il proprio appetito quando alcune aree del suo cervello sono depresse, come succede in seguito alla somministrazione di sedativi o tranquillanti.

Il primo segnale di una colica è palesato da anoressia. L’osservazione di questo sintomo clinico sta ad indicare che si è instaurata una distensione patologica del tratto gastroenterico con il risultato di abolire l’appetito del cavallo. L’anoressia è probabilmente dovuta a stimolazione di recettori del dolore che decorrono tramite vie simpatiche, infatti la somministrazione di analgesici che rimuovono il dolore permettono al cavallo di riprendere a mangiare.

Il cavallo è anche in grado di regolare il suo bilancio energetico controllando l’assunzione di cibo. In altre parole, i cavalli non mangiano una quantità di cibo fissa, né mangiano fino a scoppiare, ma sono capaci di aumentare o diminuire la quantità di cibo per compensare le proprie carenze o eccessi di apporto energetico.





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La normale modalità di assunzione del cibo da parte del cavallo è quella di pascolare di continuo per varie ore e quindi di riposare per periodi più o meno lunghi a seconda delle condizioni atmosferiche e delle distanze da percorrere per trovare acqua e foraggio.
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Vita in Maneggio
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