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La pelle: lo specchio della salute

La pelle fornisce una barriera fisica sia come protezione da agenti esterni verso l’interno, sia come prevenzione della dispersione di fattori interni verso l’esterno. E’ un organo di termoregolazione e controllo della pressione sanguigna grazie alla propria vascolarizzazione. Svolge un’importante funzione immunologica e di sintesi di vitamina D, funge da riserva metabolica di grasso sottocutaneo e costituisce il principale organo di tatto e sensazioni termiche.

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La pelle costituisce lo specchio della salute dell’animale. Della pelle si deve valutare il colore, lo spessore, l’idratazione del sottocutaneo e le lesioni accidentali o patologiche. Per l’esame dei peli e dei crini invece, si deve considerarne la lunghezza, la lucentezza, il colore, l’uniformità e la direzione. Le caratteristiche della pelle e del mantello dei cavalli variano in funzione del tipo di allevamento, della razza, dell’alimentazione, del grooming, dell’igiene, ecc.

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Negli animali che vivono in box, la presenza di una pelle spessa, grossolana, non facilmente sollevabile, con peli e crini lunghi, ruvidi, ispidi e opachi, può costituire un indice di malattia del cavallo. Le stesse condizioni, se riscontrate in un cavallo che vive all’aperto, sono da considerarsi normali.

Ad esempio, la mancata muta primaverile del mantello invernale,con peli folti, lunghi e ruvidi, può dipendere da una scarsa alimentazione o da disfunzioni patologiche di diverso tipo. Un’alimentazione secca protratta in primavera ed estate, può inoltre, incidere sulla presenza di mantelli con peli ispidi ed opachi.

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Tra le patologie della pelle più diffuse nei cavalli ci sono sicuramente

Parassitosi da acari che determinano le rogne – Tra le rogne più diffuse vanno considerate la rogna simbiotica, la rogna sarcoptica e la rogna psoroptica. L’infestazione avviene per contatto diretto con animali infetti, o in maniera indiretta per mezzo di oggetti e attrezzature, o mediante vettori quali topi e pulci.

Ipersensibilità agli insetti o “dermatite estiva recidivante” – Si tratta di una reazione di ipersensibilità in particolare alle specie del genere Culicoides, è caratterizzata da prurito di vario grado durante la stagione in cui sono presenti gli insetti, da fine primavera a fine autunno. La sintomatologia tende ad essere di anno in anno più importante.

Reazioni allergiche di vario genere – Si manifestano più frequentemente come urticaria con pomfi e/o prurito, ma anche con alterazioni diverse come ad esempio perdita di pelo e desquamazione.

Micosi causate da diversi funghi – Più comunemente individuate come aree senza pelo tondeggianti, possono presentarsi anche come gruppi di peli aggregati con direzione diversa dal resto del mantello a mimare pomfi o piccole pustole. Meno frequentemente interessano anche gli strati profondi della cute formando veri e propri noduli o masse di dimensioni maggiori. La più comune è la tigna tonsurante.

Habronemiasi o “piaghe estive” – Le lesioni compaiono nella stagione calda quando sono presenti le mosche che fungono da vettore per il parassita Habronema muscae. Questo si localizza a livello cutaneo, delle giunzioni mucocutanee e della congiuntiva provocando un’intensa reazione infiammatoria che assume l’aspetto di tessuto di granulazione esuberante (carne crescente).

Infezioni batteriche – In questo caso le manifestazioni cliniche sono varie: perdita di pelo, essudazione, croste, pustole, più o meno accompagnate da dolore (ed eventualmente edema) a seconda della gravità e della regione anatomica interessata.

Papillomi virali – Causati da papillomavirus equino, si presentano come verruche di colore chiaro, generalmente sul muso, ai lati della testa, sul pastorale, a livello del prepuzio e all’interno del padiglione auricolare.

Sarcoide – Patologia neoplastica che sembra essere causata da papillomavirus bovino. Molto comune tra gli equidi, può avere diverse presentazioni: da semplice area senza pelo e con desquamazione a nodulo, o vere e proprie masse che possono raggiungere notevoli dimensioni.

Melanoma – Altra forma neoplastica molto frequente nei cavalli grigi, con andamento principalmente benigno ma esiste anche in forma più aggressiva. Più raro nei cavalli con altri mantelli.

Carcinoma squamoso – Si tratta anche in questo caso di una neoplasia che colpisce soprattutto le aree depigmentate, in particolare le giunzioni mucocutanee (palpebre, genitali, bocca). Il suo andamento è molto variabile a seconda della lesione e dell’individuo.

Inoltre ferite traumatiche di varia entità possono, soprattutto sugli arti, esitare in tessuto di granulazione esuberante o cheloide, con conseguenze non soltanto estetiche ma anche funzionali e notevole ritardo nella guarigione.

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