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Le andature

Per andature si intendono i diversi modi di locomozione, ovvero i diversi atteggiamenti e gli atti che gli animali assumono e compiono durante il moto.

Nelle andature l’impulso al movimento si origina dagli arti posteriori. In particolare la forza parte nel garretto, il cui angolo articolare (tibio-tarsico) dopo essere stato chiuso al massimo si apre scattando a molla e premendo sullo zoccolo puntato contro il suolo; da qui la forza d’impulso si trasmette al tronco mediante il sacro e agli arti anteriori tramite la colonna vertebrale. A questo punto le masse muscolari pettorali, facendo perno sugli arti anteriori e contraendosi, trascinano il corpo in avanti e spostano nella stessa direzione il centro di gravità in modo che l’animale, trovandosi in una posizione di instabilità, avanza con un piede dopo l’altro per crearsi una nuova base d’appoggio e per seguire gli spostamenti del suo centro di gravità.

Il movimento progressivo degli arti durante la locomozione è di natura pendolare e comporta una fase di appoggio ed una di levata rispetto al suolo. Durante la fase di appoggio le ossa sono più o meno estese, il piede poggia al suolo prima con la punta e poi con la pianta, il nodello si abbassa ammortizzando il colpo. Successivamente tutto l’arto ruota, avvicinandosi alla linea di appiombo, il nodello sale di nuovo e gli angoli articolari si flettono; raggiunta la verticale di appiombo i muscoli degli arti sia anteriore che posteriore si contraggono, originando la forza d’impulso per il movimento. La fase di levata invece non serve per l’impulso, il piede si stacca dal suolo e compie una parabola; nella fase discendente i raggi ossei si aprono di nuovo, l’arto si estende e tocca il suolo, incominciando una nuova fase di appoggio.

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ORMA: impronta lasciata dall’animale sul terreno

PISTA: insieme delle orme. Può essere semplice se le orme dei piedi posteriori si sovrappongono a quelle degli anteriori, doppia se lasciano orme distinte. Nel caso della pista doppia se le orme dei posteriori cadono davanti agli anteriori si ha un’andatura allungata, contrariamente l’andatura è raccorciata. La pista può inoltre essere rettilinea, curvilinea o trasversale a seconda che il movimento avvenga secondo una linea retta, curva o laterale.

BATTUTA: rumore prodotto dal piede quando tocca il suolo

TEMPO: intervallo di tempo tra due battute consecutive

VELOCITÀ: rapidità dell’andatura, cioè lo spazio percorso nell’unità di tempo.

Le andature possono suddividersi in naturali o artificiali a seconda che siano eseguite istintivamente dall’animale o che siano conseguenza dell’addestramento. Camminate o saltate se il corpo rimane sempre o meno a contatto con il suolo tramite almeno un arto. Diagonali o laterali se, rispettivamente, si muovono i bipedi diagonali o laterali.

 

PASSO

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Il passo è un’andatura naturale, camminata, a 4 battute e 4 tempi. Gli arti si avvicendano in ordine diagonale o laterale a seconda che il passo inizi con l’arto anteriore o posteriore.

La successione delle levate è: 

  1. anteriore destro
  2. posteriore sinistro
  3. anteriore sinistro
  4. posteriore destro

Gli appoggi sono bipedali e tripedali in cui il primo corrisponde allo scambio di appoggio.

In questa andatura gli spostamenti del centro di gravità sono impercettibili, le reazioni al suolo sono minime, la stabilità è notevole, la velocità è di circa 7 km/h.

Di questa andatura esistono due varietà: il passo allungato ed il passo raccorciato, a seconda che le orme posteriori sorpassino o meno quelle anteriori.

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TROTTO

 

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E’ un’andatura naturale, saltata, diagonale, a 2 battute e 3 tempi, con base d’appoggio sul bipede diagonale.

Le fasi di levata sono:

  1. anteriore sinistro – posteriore destro
  2. anteriore destro – posteriore sinistro

Gli spostamenti del centro di gravità sono molto marcati, l’equilibrio è instabile e le reazioni al suolo sono molto sentite dal cavaliere. La velocità nel trotto ordinario è di 15-20 km/h.

Questa andatura presenta due varietà: il trotto da corsa, quando la proiezione del corpo in avanti è molto allungata e la lunghezza del passo aumentata; il trotto dissociato o travago, quando le battute sono 3 o 4 per dissociazione delle battute degli arti in bipede diagonale.

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GALOPPO

 

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E’ un’andatura naturale, saltata, diagonale, a 3 battute e 4 tempi.

Se l’arto che va in appoggio per ultimo è l’anteriore destro si ha il galoppo a destra le cui fasi sono:

  1. posteriore sinistro
  2. bipede diagonale destro (anteriore e posteriore destri)
  3. anteriore sinistro

Per il galoppo a sinistra la successione è:

  1. posteriore destro
  2. bipede diagonale sinistro (anteriore e posteriore sinistri)
  3. anteriore destro

L’equilibrio è instabile, faticoso sia per il cavallo che per il cavaliere, le reazioni al suolo sono limitate, gli spostamenti del centro di gravità sono notevoli, la velocità è di circa 45 km/h.

Come varietà si può avere il galoppo da corsa, in cui il cavallo raggiunge i 60 km/h, in 5 tempi e 4 battute.

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AMBIO

 

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Andatura naturale o artificiale, camminata o saltata, a 2 battute e 2 tempi, nella quale si ha il movimento sincrono dei bipedi laterali successivamente. Questa andatura è molto riposante per il cavaliere ma molto faticosa per il cavallo, poichè si verifica un dondolamento continuo in senso orizzontale, con reazioni al suolo impercettibili. La velocità è di 8-9 km/h. 

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L’ambio è l’andatura caratteristica del cammello, della giraffa e dell’elefante. Nei cavalli è raro che sia naturale, benchè la razza ambiatrice per eccellenza sia la Pacers americana. Si narra che il cavallo di Napoleone fosse un ambiatore naturale. 

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