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Le coliche nei cavalli: una costante spesso ricorrente

Le coliche, termine generale sotto cui rientrano diversi sintomi dolorosi causati da malattie addominali, sono purtroppo una costante per i cavalli che, fra tutti gli animali, sono i più esposti a tale sintomatologia. Le coliche interessano tutti i tratti dell’intestino e lo stomaco. In presenza di colica è indispensabile chiamare il veterinario in quanto l’esito può essere letale. Le cause delle coliche sono molteplici.

I parassiti intestinali possono causare diversi danni a seconda della specie. I vermi della famiglia Strongylus possono colonizzare e occludere i vasi sanguigni che irrorano l’intestino provocandone ischemia. Gli ascaridi invece colonizzano l’intestino, formano colonie simili a matasse che bloccano il transito intestinale, ciò accade soprattutto nei puledri. Situazioni di debilitazione generale, esaurimento ed eccitazione eccessiva possono causare cambiamenti nella mobilità intestinale e possono portare al cambiamento di posizione di tratti intestinali, dall’invaginamento alla formazione di nodi, fino all’ernia inguinale degli stalloni.

Anche lo sviluppo di una cattiva dentatura può provocare coliche. Il cavallo infatti, non masticando adeguatamente, ingerisce il cibo quasi intero; i boli alimentari troppo consistenti causano occlusione e conseguenti coliche. Anche l’eccesso di cibo, in particolare diete ricche di cereali, può procurare una costipazione soprattutto nei cavalli anziani.

I sintomi variano in base al soggetto e alla causa. Essi possono insorgere improvvisamente, come nel caso dei cambiamenti di posizione dell’intestino, o possono insorgere lentamente, come succede per le costipazioni. Di solito i cavalli durante le coliche tendono a guardarsi il fianco nel punto in cui sentono dolore, non defecano nè urinano, si rotolano a terra, raspano con la zampa, non mangiano, non bevono, sudano molto e sono depressi. Naturalmente non tutti i sintomi possono manifestarsi.

Una diagnosi più veloce e certa di coliche la si può fare osservando i cambiamenti fisiologici dei cavalli, soprattutto quelle del sistema circolatorio. L’accelerazione del battito cardiaco indica la presenza di dolore. Osservando le mucose oculari, se appaiono di colore rosso scuro, lo stato di salute del cavallo è da ritenersi cattivo. Altro test è quello del riempimento capillare: si preme con un dito sulla gengiva del cavallo e si contano i secondi prima che ritorni del suo colore normale, se il tempo supera i 10-12 secondi il cavallo è disidratato e ha pressione bassa, quindi probabilmente è in colica.

La terapia è a cura del veterinario. Durante l’attesa del suo arrivo si deve tranquillizzare il cavallo, facendolo camminare lentamente per cercare di mettere in moto l’intestino e di sbloccarlo, ma anche per evitare che il cavallo si sdrai o si rotoli a terra, peggiorando il suo stato di salute. Si può aiutare il cavallo somministrando un antidolorifico. Evitare di somministrare diuretici poichè potrebbero aumentare lo stato di disidratazione dell’animale, tipico durante le coliche. Il veterinario procederà poi a guarire la colica, a seconda della sua causa, con una sonda naso-gastrica, con un intervento chirurgico, o con la somministrazione di farmaci specifici. Dopo le coliche i cavalli restano debilitati per qualche giorno, tempo necessario alla ripresa dell’attività intestinale naturale.

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Le coliche, termine generale sotto cui rientrano diversi sintomi dolorosi causati da malattie addominali, sono purtroppo una costante per i cavalli che, fra tutti gli animali, sono i più esposti a tale sintomatologia. Le coliche interessano tutti i tratti dell'intestino e lo stomaco. In presenza di colica è indispensabile chiamare il veterinario in quanto l'esito può essere letale. Le cause delle coliche sono molteplici.
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Vita in Maneggio
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