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Normativa sulla protezione degli animali durante il trasporto



L’Unione Europea, nel 2004, ha fuso delle norme già presenti, relative al benessere degli animali durante il trasporto. Il Regolamento CE n. 1/2005, è la normativa effettiva dal 5 gennaio 2007. Essa individua operatori e responsabilità, rafforza le misure di vigilanza, prevede norme più restrittive per il trasporto, su lunghi percorsi e i veicoli impiegati.

http://www.registro-asa.it/it/normative/files/REG_1_2005it.pdf

Comunque il Regolamento, estende la responsabilità in materia di benessere degli animali, a tutte le persone che intervengono nel processo di trasporto, dal carico allo scarico.

Per tutti i percorsi superiori a 65 km, i trasportatori devono ottenere un’autorizzazione, rilasciata dall’autorità competente dello Stato membro, in cui sono stabiliti o rappresentati, dimostrando di disporre di personale, attrezzature e procedure operative appropriate.

Comunque, per i trasporti superiori alle 8 ore, il richiedente deve fornire anche:

  • certificati di idoneità per conducenti e accompagnatori,
  • certificati di omologazione dei mezzi di trasporto,
  • informazioni sui mezzi impiegati per tracciare, registrare i movimenti dei veicoli, piani di emergenza, prove dell’utilizzo di un sistema di navigazione satellitare, modello IV.

Nel caso di trasporti tra Stati, i trasportatori devono inoltre essere muniti, di un giornale di viaggio che dia informazioni su:

  • identificazione dei cavalli e delle persone che se ne occupano,
  • luoghi di partenza e destinazione,
  • controlli durante il trasporto,…

Ad ogni modo le autorità competenti, devono organizzare controlli nei momenti chiave del trasporto, in particolare alle frontiere. Inoltre, in qualsiasi momento del viaggio, possono essere effettuati controlli supplementari, estemporanei o mirati. Durante i controlli si deve verificare, oltre alle informazioni e alle documentazioni, lo stato degli animali, la loro idoneità a proseguire il viaggio.

DIVIETI

E’ proibito trasportare animali malati o feriti, fattrici all’ultimo stadio di gestazione, fattrici che hanno partorito da una settimana, puledri con meno di 10 giorni di vita, puledri senza madre di età inferiore a 4 mesi, animali sedati, cavalli non domati (per viaggi superiori a 8 ore).

DURATA TRASPORTI

I cavalli possono viaggiare continuativamente per 24 ore, facendoli abbeverare ogni 8 ore. Alle 24 ore se ne possono sommare 2 di sosta, per il rifornimento di carburante, la manutenzione del veicolo, il rifornimento di acqua e cibo per i cavalli, la pulizia delle deiezioni, le pause di riposo dei trasportatori.

Tutti i mezzi di trasporto devono essere concepiti, costruiti, mantenuti, usati in modo tale da evitare lesioni e sofferenze, assicurare l’incolumità agli animali. Devono proteggere gli animali da intemperie, temperature estreme, variazioni climatiche avverse, essere provvisti di tetto e di pareti con aperture regolabili, puliti e disinfettati. Le rampe di carico e scarico, non devono essere scivolose, con pendenza massima del 36,4 %, munite di barriere di protezione.

In aggiunta, gli stalli devono essere singoli, concepiti in modo da non far ferire gli animali, tra di loro o durante i movimenti. Per i cavalli adulti, si calcola uno spazio di  0,7 x 2,5 m, con una superficie di 1,75 m2. Il carico massimo consentito, è di 44 tonnellate per i trasporti nazionali, 40 per gli internazionali. L’altezza minima del compartimento, deve essere più alta, di almeno 75 cm dell’altezza al garrese dell’animale più alto, con obbligo di avere la cavezza, se di età superiore agli 8 mesi.

Per ulteriori chiarimenti: C_17_pubblicazioni_1263_allegato

 

 

Le cinque libertà fondamentali degli animali



Le cinque libertà fondamentali degli animali. Già l’uomo primitivo aveva scoperto negli animali una importante fonte, non solo di produzione di alimenti, ma anche di lavoro e divertimento. Si rese conto che i cavalli, si prestavano ad essere addomesticati, imparò ad averne cura e a nutrirli, in quanto avrebbero potuto fornire alimento, forza lavoro e quanto più prestava loro attenzione, tanto più otteneva risultati migliori.

I cavalli rappresentano anche un’importante fonte di compagnia, di affezione. Proprio per le finalità utilitaristiche, nacque il concetto di protezione dell’uomo, che iniziò a porsi questioni di ordine etico.

Nel corso della storia gli animali, in seguito all’intervento dell’uomo con il processo di addomesticazione, hanno modificato il loro habitat naturale, adattandosi alle condizioni di vita imposte dall’uomo, per quanto riguarda il ricovero, la nutrizione e il comportamento stesso.

In considerazione di questa situazione innaturale in cui vivono, nasce l’esigenza di curare il loro stato di benessere. Nel 1994 a Webster, il Farm Animal Welfare Council, stabilì quali sono le 5 libertà a cui gli animali hanno diritto, in un documento che rappresenta di fatto, il manifesto dei Diritti degli Animali.

1- LIBERTA’ DALLA FAME E DALLA SETE – L’animale deve avere un facile accesso all’acqua e una dieta, che ne mantenga salute e vigore. Mantenere un cavallo in scuderia oggi, ci permette di fornirgli un adeguato apporto alimentare, acqua fresca a volontà, purtroppo viene meno il rispetto della loro natura, di animali abituati a pascolare, fino a 16 – 17 ore al giorno.

2- LIBERTA’ DAL DOLORE – La prevenzione da incidenti e malattie, rapide diagnosi e trattamenti è una condizione, soddisfatta dalle moderne scienze veterinarie, da adeguata gestione delle scuderie.

3- LIBERTA’ DAL DISAGIO – Fornendo ai cavalli un ambiente adeguato, che includa ripari e spazi di riposo. In box i cavalli sono sicuramente riparati dalle intemperie, dal freddo e dai bruschi sbalzi di temperatura, devono essere di dimensioni adeguate, dotati di finestre che ne permettano la socializzazione. Anche i paddock devono essere forniti di capannine adeguate.

4- LIBERTA’ DI ESPRIMERE UN COMPORTAMENTO NATURALE – Gli studi etologici, indicano che i cavalli tenuti in box, evidenziano un’alterazione comportamentale, dovuta al confinamento e all’isolamento sociale, che determinano una riduzione degli stimoli ambientali, con conseguente minore possibilità di scelta nei comportamenti da esibire. Bisogna cercare, quanto più possibile, di assicurare all’animale spazio sufficiente, attrezzature adeguate e compagnia di altri animali.

5- LIBERTA’ DA PAURA E ANGOSCIA – Dobbiamo tenere a mente, che paura e stress hanno per i cavalli, una una valenza diversa da come la intendiamo noi. Gli animali hanno il diritto, di essere protetti da eventi e stimoli, che provocano emozioni negative: la paura, lo stress, ripetuti comportano all’animale, una situazione incompatibile con la salute e con il benessere. Chi detiene gli animali, deve essere in grado di comprendere, quali sono gli eventi o gli stimoli stressanti, le loro conseguenze sulla salute,  sul comportamento e le modalità per prevenirli.

Il maltrattamento di animali, la loro uccisione, l’abbandono e la detenzione incompatibile con le loro caratteristiche etologiche, sono comportamenti vietati e puniti dal nostro Codice penale, secondo la legge 189/2004.

Il commercio di cavalli e le leggi che lo regolano

La legge stabilisce dei criteri normativi per garantire il commercio di cose mobili ed immobili. Il nostro Codice Civile però, non si occupa specificatamente del commercio di animali, rinviando la loro contrattazione a usi e consuetudini locali.

CONTRATTO – L’articolo 1321 del Codice Civile definisce il contratto come l’accordo di due o più parti per costruire, regolare od estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. I requisiti di un accordo sono: accordo fra le parti, causa lecita, oggetto non impossibile e forma legale. In genere, nel commercio di animali, la contrattazioni si fa a voce.

Il compratore ha come obbligo quello di pagare l’animale al prezzo pattuito al momento della consegna o nel giorno e nel luogo decisi. Il venditore è obbligato ad assicurare al compratore il pacifico possesso dell’animale, a garantirne l’assenza di vizi e difetti occulti e a consegnargli l’animale nello stato in cui era al momento della contrattazione.

I vizi sono imperfezioni materiali della cosa tali da incidere sulla sua utilizzabilità o sul suo valore. 

  • Pregresso: il vizio, cioè la patologia o malattia che manifesta l’ animale oppure le cause da cui derivano, debbono essere preesistenti al momento del contratto.
  • Occulto: al momento dell’ acquisto il vizio non doveva essere apparente o facilmente riconoscibile. 
  • Grave: il vizio deve essere tale da influire sulla funzionalità del soggetto.

Il Codice Civile stabilisce che il venditore è obbligato verso il compratore per i soli vizi occulti, poichè per quelli evidenti si ritiene che il compratore sia in grado di riconoscerli e valutarli. I difetti occulti non devono compromettere o diminuire l’uso per cui è stato venduto l’animale (Articolo 1498). Il compratore, altrimenti, può dichiarare la frode.

AZIONE REDIBITORIA – Azione mediante la quale il compratore chiede al venditore la risoluzione del contratto nel caso in cui si riscontri un vizio occulto o con facilmente riconoscibile durante il commercio. Il venditore deve restituire il prezzo pagato e le spese inerenti il commercio più eventuali danni; il compratore deve restituire il cavallo nelle stesse condizioni in cui l’ha comprato.

AZIONE ESTIMATORIA – Il compratore può chiedere la restituzione di una parte del prezzo pagato, che si ritiene avrebbe pagato in meno se il vizio fosse stato reso noto. La riduzione viene fissata di comune accordo o dal Magistrato, tenendo conto del tipo di vizio, della sua gravità e della possibilità di guarigione del cavallo. Solitamente l’azione estimatoria si effettua quando il compratore non è in grado di restituire il cavallo con un’azione redibitoria, poichè ne ha modificato irreversibilmente le caratteristiche (castrazione, marchiatura,…).

AZIONI DI NULLITA’ – Il contratto viene annullato quando manca uno dei requisiti fondamentali di un contratto e cioè che sia stato stipulato con errore essenziale (falsa nozione dell’atto o dell’oggetto) o con violenza (costringendo uno dei contraenti) o con dolo (uso di raggiri).

AZIONE DI REGRESSO O DI RIVALSA – E’ l’azione che viene intentata da un compratore, divenuto venditore, contro il primo venditore poichè, nei termini di garanzia, è stato chiamato dal suo compratore a rispondere di vizi del cavallo.

Normalmente queste azioni possono essere intentate entro un certo limite di tempo. Il compratore può far valere i suoi diritti entro 8 giorni dal giorno dalla scoperta del vizio (alcuni regolamenti regionali prolungano a 40 giorni questo periodo), ma entro un anno dalla consegna del cavallo.

Nel commercio di cavalli vengono definiti vizi redibitori il ballo dell’orso, il ticchio d’appoggio, l’oftalmia periodica, il cancro del fettone, l’atassia spinale, la morva, il corneggio e la bolsaggine. A seconda delle Province italiane, possono essere inclusi nell’elenco anche altri vizi che possono essere considerati redibitori; in tal caso essi prevalgono sul codice civile.

L’anemia infettiva equina e il test di Coggins

L’anemia infettiva degli equini (AIE), è una malattia infettiva di origine virale dei cavalli. Possono essere colpiti tutti gli equidi, tuttavia non sono riportati in letteratura casi di contagio con asini, muli e bardotti.

Dopo la penetrazione del virus, questo inizia a riprodursi all’interno dei macrofagi molto velocemente. Il periodo di incubazione fino all’eventuale comparsa della malattia è compreso tra i 10 e i 20 giorni, ma può variare tra 1 e 90 giorni; i sintomi possono comparire ad intervalli irregolari, anche nell’ordine di mesi o anni. In seguito a questo l’organismo ospite inizia a produrre anticorpi e si innesca la formazione di immunocomplessi. Questi ultimi sono i principali responsabili dell’insorgenza delle febbri.

Il decorso dell’anemia infettiva può essere:

  • Acuto ( e sub-acuto): un sintomo tipico è la febbre alta oltre i 40 °C (La normale temperatura di un cavallo sano è 38 °C). A ciò si aggiunge una spiccata debolezza muscolare, un’andatura barcollante e tremori. Di norma si riscontrano diffuse emorragie puntiformi nella zona sublinguale e anemia, riconducibile alla distruzione dei globuli rossi (emolisi) e alla carenza di piastrine (trombocitopenia). Non sono infrequenti particolari turbe cardiache e renali. Di norma l’appetito è buono, nonostante il grave stato di malattia. I decessi sono frequenti nel caso di varianti del virus particolarmente aggressive. Esiste anche una forma sub-acuta che presenta gli stessi sintomi della forma acuta, ma più attenuati.
  • Cronico: l’equide mostra spossatezza e una riduzione del peso nonostante l’appetito buono. Dopo lo sforzo fisico si evidenzia di solito un attacco di febbre. Non di rado si manifestano sintomi a carico del sistema nervoso centrale come apatia e intontimento. L’esito della malattia è molto vario: l’equide può guarire completamente ma resta portatore del virus: le febbri diminuiscono di intensità col tempo fino a che la malattia rimane completamente priva di sintomi.
  • Asintomatico: spesso chiamata anche latente non è in realtà una forma della malattia bensì la semplice presenza di anticorpi nel sangue, il cavallo si presenta sano.

L’anemia infettiva equina è una malattia particolarmente poco contagiosa; solo i cavalli che presentano la malattia in forma acuta o sub-acuta sono infettivi. Il virus si trasmette principalmente ad opera di insetti ematofagi (tabanidi e stomoxidi) che fungono da vettori meccanici. Il tafano che punge un cavallo malato mantiene il virus nel suo apparato buccale per un periodo tra i 30 minuti e le 3 o 4 ore, tempo in cui è un potenziale veicolo di diffusione, è necessario quindi che la femmina che sta pungendo un cavallo malato sia scacciata e vada a pungere un altro soggetto o che punga lo stesso cavallo su più punti per poter trasmettere il virus. Riassumendo, per propagare l’infezione, è necessario un cavallo veramente malato (il 10% dei positivi) e che sia in fase acuta o sub-acuta (una piccola parte di quelli malati), dobbiamo essere in una stagione calda (d’inverno gli insetti ematofagi sono molto rari) e una doppia puntura su soggetti diversi (evento molto raro).

I puledri nati da madri infette che risultano sierologicamente positivi all’anemia infettiva nei primi mesi di vita per trasferimento dell’immunità materna attraverso il colostro, si negativizzano intorno al sesto mese di vita (periodo in cui l’immunità materna scema) risultando non infetti. Lo stretto contatto di questi con le madri (senza infettarsi) per tutto il periodo dell’allattamento è una ulteriore riprova della difficoltà della trasmissione della malattia.

La diagnosi di anemia infettiva degli equini può essere confermata da un’analisi di laboratorio, nota come test di Coggins. I cavalli che risultano positivi al test di Coggins sono da classificare come soggetti portatori del virus per tutta la vita, anche se non manifestano alcun sintomo della malattia e sono tecnicamente sani. L’essere umano è immune dal contagio da AIE, non sussiste alcun pericolo in questo senso.

Dal 26 Aprile 2016 il test di Coggins in Italia è stato dichiarato obbligatorio e deve essere effettuato su tutti i cavalli di età superiore ai dodici mesi. Ogni anno, il veterinario della ASL preposta ha il compito di prelevare un campione di sangue da ogni cavallo per poter effettuare il test; per zone in cui si sono verificati dei focolai, la frequenza del test è semestrale. Il test viene effettuato in seguito al pagamento di un bollettino postale, il cui costo viene stabilito dalle ASL provinciali. Solo i laboratori delle ASL possono effettuare il test!

Nel caso di soggetti risultati positivi all’anemia infettiva, i campioni di sangue vengono inviati al centro di riferimento nazionale. Il cavallo positivo deve essere isolato a minimo 200 metri da ogni cavallo; la movimentazione può essere effettuata nelle ore serali e/o notturne (dopo le ore 19.00 nel periodo primaverile/estivo dal 1°aprile al 30 settembre; dopo le ore 17.00 negli altri mesi), previa disinfestazione con idonei insetticidi dei mezzi di trasporto e degli animali stessi con sostanze ad azione repellente ed insetticida. Non è previsto nessun obbligo di abbattimento!

Per evitare il contagio il vaccino è inutile, dato che ad ogni febbre il virus si modifica geneticamente; l’unica profilassi sono le misure contro gli insetti (insetticidi,trappole,…). Nel caso di individui realmente malati, si possono curare i singoli sintomi, ma la malattia vivrà per sempre con il cavallo colpito.