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La lotta agli insetti: un dramma estivo!

Sogniamo tutto l’anno cieli blu, giornate lunghe e passeggiate mozzafiato. Sogniamo vita al paddock a godersi la libertà. Ma in realtà vediamo sciami di mosche, tafani e zanzare. Queste fanno impazzire sia i cavalli che i proprietari. Gli insetti sono una realtà sgradevole e pericolosa. Possono veicolare patologie gravi oltre che causare dermatiti stagionali. Ma qualche palliativo esiste!

IN BOX.

La prima regola è l’igiene. Gli insetti amano lo sporco quindi eliminiamolo! L’urina e le feci stagnanti attraggono gli insetti per deporvi le uova. Di conseguenza è bene cambiare spesso la lettiera. Il box va svuotato e lavato una volta a settimana. Meglio ancora se cospargiamo il fondo con della calce disinfettante.

NELLE AREE COMUNI.

Le ragnatele sono un aiuto importante nella lotta agli insetti. I ragni li catturano e li mangiano. Tuttavia limitiamoci quindi a togliere via solo quelle disabitate! Occorre spazzare via lo sporco sul pavimento durante il grooming. Il corridoio della scuderia va spazzato sempre. Evitiamo qualsiasi deposito di acqua. Le zanzare in particolare amano l’acqua ferma! La letamaia inoltre deve essere situata lontana dai box. 

AL PADDOCK.

Anche nei paddock le fiande vanno rimosse spesso. Questo per non attirare insetti e limitare i parattiti . Cerchiamo di tenere il cavallo sempre pulito e lavato. Di conseguenza sporco e sudore attraggono molto gli insetti. 

Di grande aiuto sono le coperte a rete, le cuffie, i cuffioni o le maschere. Questo tipo di “vestiario per cavalli” è in tessuto a rete che protegge senza scaldare. Coprono il corpo, la testa, le orecchie o altre zone del corpo dell’animale in cui è particolarmente infastidito. Durante il lavoro, per cavalli particolarmente sensibili, si possono utilizzare dei frontalini a frange per proteggere gli occhi o delle retine per il naso. Coda e criniera vanno tenute lunghe e sciolte: sono il rimedio che madre natura ha donato ai cavalli per proteggersi dagli insetti!

Ci sono poi prodotti da applicare sul pelo del cavallo. Quelli naturali sono a base di citronella, geranio, rosmarino, timo, menta, melissa, aceto di uva o di mele, essenze molto sgradite agli insetti. Le soluzioni chimiche in commercio, invece, sono a base di piretroidi e permetrine, sotto forma di spray, stick, shampoo, polvere,… Evitiamo il contatto con ferite e abrasioni, genitali, mammelle, muso, occhi e naso del cavallo.

In scuderia, oltre alla pulizia possiamo aiutarci con carte moschicide, trappole, lampade o prodotti repellenti e insetticidi da posizionare in diversi punti. Qualche bel vaso di gerani o di rosmarino oltre che repellere, rende anche la scuderia più bella! Se scegliamo dei prodotti chimici teniamoli lontani dall’accesso a persone e animali ed evitiamo che contaminino cibo e bevande.

Sintomi quotidiani di buona o di cattiva salute del cavallo




Sintomi quotidiani di buona o di cattiva salute
Bisogna abituarsi ad osservare il proprio cavallo con attenzione, quando lo si pulisce e cura quotidianamente; in questo modo si potranno osservare eventuali problemi, da eventuali fiaccature a piccoli problemi agli arti, fino a comportamenti anomali. “L’occhio del padrone ingrassa il cavallo”. Vi sono però una serie di analisi, che si dovrebbero compiere con regolarità e tenere sempre sotto controllo, per individuare i sintomi di eventuali patologie.

TEMPERATURA.

La temperatura ideale per un cavallo si aggira intorno ai 38 °C, nei puledri è superiore (38,5 °C). Se il cavallo dovesse avere una temperatura superiore, è probabile che stia incubando un’infezione, in questo caso è opportuno consultare un veterinario. Il cavallo febbricitante si presenta depresso, con le orecchie fredde, il naso umido e screpolato, la digestione difficile. Se il cavallo dovesse avere valori di temperatura troppo bassi, potrebbe aver subito un’intossicazione. Valori leggermente più bassi rispetto ai minimi indicati, sono normali in inverno, al mattino, con il digiuno o se ha bevuto acqua fredda.

Sintomi quotidiani di buona o di cattiva salute

RESPIRAZIONE E BATTITO CARDIACO.

Un cavallo sano a riposo, esegue circa 10-12 respirazioni al minuto. Sotto sforzo il numero di respirazioni aumentano, ma se il soggetto non presenta problemi, ritornano normali dopo un’quarto d’ora circa. Per contare gli atti respiratori del cavallo, ci si pone di lato, si contano le volte in cui il costato si muove, cronometrando un minuto. Le pulsazioni di un cavallo a riposo, sono circa 30-40 al minuto, nei puledri arrivano a 70 al minuto. Anche in questo caso, si verifica un aumento dopo uno sforzo fisico, ma ritornano alla normalità dopo un quarto d’ora. Il “polso” del cavallo si prende sotto l’osso della mascella, dove passa un’arteria, ponendo il dito su di essa e contando le pulsazioni – minuto.

FECI.

Generalmente un cavallo defeca dalle 10 alle 15 volte al giorno. Se doveste osservare poche feci nell’ambiente in cui vive il cavallo, probabilmente il cavallo soffre di costipazione. L’assenza di feci è il primo sintomo di ostruzione intestinale e colica. Feci molto dure e secche indicano disidratazione, mentre feci molto liquide, sono un sintomo di malattie gastriche ed intestinali. Dall’osservazione delle feci, si posso individuare anche vermi o altri parassiti.

APPETITO. Verificate giornalmente la quantità di cibo che il cavallo che il cavallo ha mangiato, se doveste osservare una riduzione dell’appetito è opportuno ricercarne le cause. Esse potrebbero risiedere nella bocca (malattie ai denti o al palato) o essere lo specchio di uno stato patologico generale. Prima di chiamare il veterinario, è bene considerare se la qualità e il gusto del cibo siano costanti o se c’è stato un cambiamento dell’alimentazione che il cavallo non ha gradito.

Come somministrare i medicinali al cavallo

Di fondamentale importanza, è l’adeguata e corretta somministrazione dei medicinali ai cavalli. Se non vengono dati nel modo giusto, non esplicano il loro effetto adeguatamente, con conseguenze facilmente intuibili. I medicinali vengono somministrati sostanzialmente per via intramuscolare, per via endovenosa, per via sottocutanea o per via orale. Cure particolari, possono prevedere la somministrazione per inalazione o per via rettale.

PREPARATI SOLIDI O IN POLVERE PER VIA ORALE.

Solitamente questo tipo di medicinali vengono mischiati al cibo. Se il sapore è gradito al cavallo, è sufficiente mescolarli al solito cibo, avendo cura di rimescolarli durante il pasto, per evitare depositi sul fondo. Se il sapore è troppo forte e il cavallo non lo accetta, è consigliabile mescolarli con del miele o della melassa, prima di unirli al cibo. Altra soluzione è quella di porgerli al cavallo, in un cucchiaio di legno ampio e fondo, col quale versarli sulla lingua.

PREPARATI LIQUIDI O IN POLVERE PER VIA ORALE.

Queste preparazioni possono essere somministrate al cavallo, mescolandole con l’acqua. Basta lasciare il cavallo nel box, per alcune ore senza acqua, poi lo si fa bere da un secchio riempito, per un quarto di acqua con disciolto il medicinale.

 

INIEZIONI.

Praticare iniezioni al cavallo richiede attenzione ed esperienza, è bene quindi farsi insegnare come fare da un veterinario. Spesso il preparato da iniettare si trova in flaconi, con un tappo di gomma attraverso cui si infila l’ago. Per prima cosa bisogna disinfettare l’ago; poi bisogna controllare che l’ago sia ben innestato, per poi infilarlo nel flacone. A questo punto si deve inoculare all’interno del flacone, un paio di millimetri di aria, in modo da facilitare l’aspirazione del contenuto. Si aspira quindi il contenuto, si elimina l’aria presente nella siringa, dando alcuni colpetti con l’unghia e poi premendo lo stantuffo, fino a far uscire la prima goccia di medicinale. E’ bene sempre utilizzare un ago per prelevare i medicinali, e un altro per effettuare l’iniezione.

INIEZIONI SOTTOCUTANEE.

Il sottocute si trova tra la cute le fasce muscolari. Per iniettarvi il medicinale, si afferra la pelle tra pollice ed indice, la si solleva quanto più possibile e si disinfetta. Si impugna la siringa appoggiandola sul palmo della mano, tenendo l’indice teso per far appoggiare l’ago, appena sopra il punto di giunzione con la siringa; così facendo la presa è più solida, si evita di penetrare troppo nella pelle. Si indirizza quindi la siringa, alla base della pelle sollevata, si introduce dal basso verso l’alto, andando ad una profondità di circa 2 cm, premendo lentamente lo stantuffo. Una volta finita l’iniezione, bisogna massaggiare bene il punto per favorire l’assorbimento del farmaco.

INIEZIONI INTRAMUSCOLARI.

L’iniezione intramuscolare è utilizzata, quando è necessario un veloce assorbimento dei medicinali. Pur essendo semplice da effettuare, si deve fare molta attenzione a non ledere nervi, vasi sanguigni. Le zone più adatte sono collo, petto e coscia. Disinfettate sempre la parte prescelta, impugnate la siringa, come fosse il manico di una racchetta da tennis, infilate l’ago per un paio di cm, ritraete lo stantuffo, per controllare di non aver preso un vaso sanguigno, premete lo stantuffo, togliete l’ago e massaggiate.

 

INIEZIONI ENDOVENOSE.

Sono molto pericolose da effettuare, se non si è esperti, poichè le conseguenze di una pratica errata, potrebbero essere letali. Le iniezione endovenose vengono effettuate nella vena giugulare, safena interna o toracica esterna; queste sono facilmente identificabili dal solco che disegnano nella muscolatura. Una volta individuata la vena, si inserisce l’ago con un’angolazione di 45 gradi, una profondità di un paio di cm. Si aspira leggermente un po di sangue, per verificare di essere entrati in vena,  poi si inietta lentamente il medicinale. Il consiglio, è quello di inserire l’ago nella direzione del flusso sanguigno, benchè la posizione dell’operatore, possa risultare alquanto scomoda. Dopo la somministrazione, non massaggiare la zona per evitare che si formino lividi.

 

Cavalli anziani. Gestione, occhio particolare alla dieta

Cavalli anziani, la loro gestione è complessa, è bene che vengano sottoposti a regolari trattamenti, come

  • contro i parassiti intestinali (vermifughi),
  • controllo dei denti annuale,
  • regolare controllo ed eventuale pareggio dei piedi,
  • vaccinazione annuale. 

ALIMENTAZIONE

Per i cavalli anziani, in inverno, è bene fornire in maggior quantità foraggi, come erba fresca, fieno e insilato di erba. Queste con la fermentazione, producono una riserva di calore. Mentre con l’aumento delle temperature, sono da preferire i concentrati, quali mangimi composti, integratori di cereali per cavalli o legumi. Tuttavia, i cavalli anziani soffrono di una diminuzione dell’appetito, diventa quindi necessario studiare piano alimentare personalizzato, che contenga tutti i principi nutritivi necessari.

E’ necessario quindi, aumentare la quantità di fibra, oltre all’erba del pascolo, sono da preferire fieni di prato polifita, di primo taglio, più sani perchè non contengono polvere. Per assimilare al meglio l’amido dei cereali, sfruttiamo gli alimenti precotti, come cereali fioccati, estrusi o espansi, che risultano molto più digeribili. E’ utile ricorrere anche alla cottura diretta, come nei pastoni, o i cereali germogliati, ricchi di vitamine E e facili da digerire.

 – LIEVITO DI BIRRA

Aggiungere del lievito di birra alle razioni quotidiane, aiuta la digeribilità dei pasti, grazie all’azione probiotica o prebiotica delle sostanze. Aggiungiamo sempre anche dei grassi alla dieta giornaliera, completando le razioni con oli vegetali, come l’olio di mais, ricco di acidi grassi omega 6, olio di girasole o di semi vari, oppure l’olio di soia, che contiene omega 3 e omega 6, nelle giuste proporzioni. A questo scopo, è una buona alternativa, anche l’uso di oli di pesce, come l’olio di fegato di merluzzo, ricca fonte di acidi grassi essenziali omega 3.

– FABBISOGNO PROTEICO

Con la vecchiaia, aumenta anche il fabbisogno di proteine, di conseguenza, alimenti proteici particolari sono ricchi di amminoacidi essenziali, che prevengono l’atrofizzarsi dei muscoli, malattia tipica dei cavalli anziani. E’ bene, però, controllare gli eccessi per difendere il fegato, che con l’età fa più fatica a lavorare. Alimenti proteici preziosi per la dieta dei nostri cavalli, sono la soia e il siero di latte in polvere; oggi esistono anche nuclei proteici ad alta digeribilità, pensati per i cavalli atleti, di cui però, bisogna studiare le dosi più adatte, per un cavallo anziano.

CAVALLI ANZIANI, LE OSSA

Per la salute delle ossa, è indispensabile l’assunzione abbondante di sali minerali, attraverso i supplementi con i sali, quali carbonato di calcio e sodio; la soluzione ideale, è lasciare i rulli di sale per il cavallo, nel box, per fornirgli il giusto apporto di sodio.  Indispensabile, è la somministrazione degli integratori, non solo di minerali, ma anche di vitamine: in particolare A, D, E, le vitamine del gruppo B, che hanno un effetto tonico e ricostituente, e la vitamina C, importante nella prevenzione dello stress e dell’osteoporosi.

© foto concesse da Antonella Urbano – Equitazione Tenuta Pedale




Rifiuto della cavalla verso il puledro

Rifiuto della cavalla verso il puledro.

Ci sono tre tipi di rifiuto del puledro, che si manifestano immediatamente dopo il parto, e sono più comuni nelle cavalle primipare (al primo parto):

  1. rifiuto alla suzione
  2. paura del puledro
  3. aggressività verso il puledro

Nel primo caso, le cavalle le cavalle leccano il puledro, ne sembrano attratte, ma non tollerano che succhi e lo calciano se insiste. Queste cavalle, possono essere trattate con tranquillanti, oppure mungendole mentre si tiene il puledro vicino, il quale verrà poi allattato a mano, tenendo la bottiglia nella zona inguinale della madre. Questo esercizio andrebbe ripetuto ogni 15 minuti, insegnando alla cavalla che essere munta, riduce la tensione della mammella. Gradualmente poi si incoraggia il puledro a succhiare dai capezzoli, così la cavalla va contenuta sempre meno, finchè la coppia può essere lasciata da sola, in modo sicuro.

Nel secondo tipo di rifiuto, la cavalla spaventata cerca di scappare dal proprio piccolo, rischiando di investirlo o di calciarlo. Ci sono diversi metodi comportamentali, che possono essere usati per stimolare il comportamento materno, ad esempio, si possono portare madre e figlio in un paddock, così che entrambi possano evitarsi, finchè diminuisce la paura della fattrice. La presenza di un altro cavallo o di un altro animale, può stimolare questo tipo di aggressività, specialmente appena dopo il parto; rimosso l’intruso la madre accetterà il figlio.

Nel terzo e più pericoloso tipo di rifiuto del puledro, la cavalla lo attacca attivamente, di solito mordendolo sul garrese e gettandolo attraverso il box; essa non lecca le membrane fetali e il piccolo, lo calcia se si avvicina, rischiando di ucciderlo. La sedazione con acepromazina ed un contenimento passivo, fino a 3 settimane, l’immediata punizione e la somministrazione di ossitocina e progestinici, possono determinare l’accettazione del puledro. Questo problema sembra avere basi genetiche di razza, in quanto è molto comune nei purosangue arabi.

Si ottiene un miglior contenimento passivo mettendo un palo nel box, in modo che la cavalla non possa muoversi di lato, in avanti o indietro; in questo modo il puledro potrà provare a succhiare e scappare facilmente nel caso di attacchi. Di solito, dopo 2 settimane la cavalla accetta il puledro, anche solo tollerandolo e si potrà diminuire il contenimento. Si è visto che le cavalle che rifiutano il figlio hanno livelli di progesterone più bassi prima del parto, indicando un problema fisiologico alla base di questo comportamento.

Anche il dolore associato all’espulsione della placenta può determinare aggressività verso il puledro e la rimozione della causa del dolore elimina l’aggressività. Il rifiuto materno può verificarsi dopo il parto; esso è collegato ad un eccessivo disturbo dell privacy o a variazioni dell’aspetto e dell’odore del piccolo. Spesso questa situazione si presenta nei casi in cui il puledro abbia bisogno di trattamenti clinici alla nascita; permettere alla cavalla di avere contatti visivi con il puledro ammalato può aiutare nella prevenzione a questo comportamento.

© foto concesse da Nunzia Di Natale

L’uso delle coperte e la tosatura

LE COPERTE

Le coperte vengono fatte indossare al cavallo, con lo scopo di mantenerlo al caldo, evitando che si raffreddi, oltre che per tenerlo pulito più a lungo. Quelle estive in cotone servono anche per proteggere il cavallo, da punture di insetti che potrebbero scatenare reazioni allergiche.

Quelle pesanti, solitamente in piumino, servono a riscaldare il cavallo in inverno, quando la temperatura è molto fredda, in box o al paddock. Quelle leggere, in canapa o in cotone, riscaldano il cavallo durante le stagioni più miti, durante la notte, in box o al paddock. Le coperte in rete, vengono messe al cavallo soprattutto in estate, per proteggerlo dagli insetti, senza farlo sudare. I pile servono ad asciugare il cavallo dopo il lavoro. Esistono poi coperte da viaggio, per proteggere il cavallo durante i trasporti; o coperte scaldareni, da mettere sotto la sella durante il lavoro.

E’ consigliabile, togliere la coperta ai cavalli appena prima il lavoro, rimettergliela appena rientrano in scuderia, per evitare che si raffreddino. E’ opportuno, per evitare che il sudore ristagni, garantire la circolazione dell’aria lungo il corpo del cavallo, ad esempio mettendo della paglia asciutta, tra la coperta e il dorso. Mai lasciare addosso al cavallo, una coperta bagnata; dopo il lavoro utilizziamo un pile e, una volta che il cavallo si è asciugato, mettiamogli una coperta normale per il box.

LA TOSATURA

Solitamente le coperte vengono utilizzate in inverno, quando il cavallo mette il folto manto invernale. Per poter lavorare il cavallo evitando che il sudore ristagni, è pratica comune tosarlo, togliendogli così la protezione naturale contro il freddo. Per sopperire a questo inconveniente, si utilizzano così le coperte in scuderia o al paddock.

La tosatura, è una pratica comune per i cavalli che lavorano molto, che quindi sudano molto; questi cavalli vengono tenuti perennemente tosati, in modo tale da agevolare le operazioni di pulizia, asciugatura e per esigenze estetiche. Ad un cavallo che non suda molto, che vive al paddock tutto l’anno non bisognerà, invece, rimuovere il pelo invernale, poichè gli farà da protezione al freddo, si potrà invece tosarlo in primavera per alleggerirlo dal caldo.

L’operazione di tosatura, è bene che venga sempre eseguita da una persona esperta, mentre un aiutante mantiene il cavallo fermo e lo tranquillizza. L’operazione va ripetuta ogni 2 – 3 mesi, tempo in cui il pelo ricresce completamente. La tosatura può essere completa o parziale, a seconda delle esigenze di lavoro, estetiche o tradizionali.

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Come individuare una zoppia o un problema agli arti

Quando un cavallo ha qualcosa che non va agli arti, il fenomeno manifesto è la zoppia, cioè il non appoggiare correttamente un arto. Le zoppie possono essere più o meno marcate, e possono presentarsi sia a freddo che a caldo. Solitamente la prima sensazione di zoppia la si avverte stando in sella, sentendo il battere diverso o avvertendo un senso di sbilanciamento.

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Per individuare l’arto zoppo vi sono diversi metodi. Il primo è quello di far condurre il cavallo disselato ma con le protezioni, libero sull’incollatura, al trotto su un terreno duro e per un tratto rettilineo. Posizionandoci frontalmente dobbiamo osservare la testa; se il cavallo prova dolore su un anteriore tenderà a sollevare la testa e l’incollatura quando lo poggia, in modo da diminuire il peso su quella zampa.

L'immagine può contenere: cavallo, cielo, spazio all'aperto e natura

 

Per capire se l’arto zoppo è un posteriore si fa allontanare il cavallo e si osserva il comportamento delle anche; quella dell’arto malato si solleva quando il piede va in appoggio. Infine, osservando un cavallo di lato si può notare la gamba dolente in quanto il suo passo sarà più corto e meno sollevato rispetto agli altri.

L'immagine può contenere: cavallo e spazio all'aperto

 

Per evidenziare zoppie meno marcate è opportuno far trottare il cavallo in cerchio su un terreno duro, prima a mano destra poi a mano sinistra. Quanto più sarà stretto il giro, tanto più il cavallo sposterà il peso su gli arti esterni, sottoponendoli ad uno stress maggiore che metterà in evidenza eventuali anomalie e zoppie.

Per scoprire in che punto esatto il cavallo prova dolore bisogna andare per esclusione, esaminando tute la parti della zampa. Per prima cosa, armati di nettapiedi, si controlla che non vi siano chiodi o corpi estranei infilzati nello zoccolo o incastrati tra il ferro.

Poi si passa alla palpazione. Si tocca l’arto sospetto con una mano e con l’altra un altro, dallo zoccolo a salire, facendo attenzione a rilevare differenze di temperature. Un primo segnale di anomalia infatti, è dato proprio da un aumento di temperatura nella zona dolente, per la presenza di infezioni o infiammazioni. Continuando a palpare, bisogna fare attenzione a notare eventuali rigonfiamenti che si presentano solitamente a livello dei tendini per tendiniti o artrite.

Altri esami più complessi, quali quelli da effettuarsi con la pinza da piede che, premendo i diversi punti dello zoccolo, evidenzia zone dolorose, vanno effettuati da personale esperto quali maniscalchi e veterinari. In caso di zoppie certe o dubbie, bisogna chiamare il veterinario per procedere con la terapia migliore.

La ricetta casalinga: una soluzione naturale a diversi problemi dei cavalli

Spesso, per la cura del nostro cavallo ci rivolgiamo a negozianti esperti o a farmacie veterinarie, che ci propinano soluzioni sintetiche preparate dall’industria farmaceutica, che magari costicchiano anche un po. Utilizzando dei prodotti naturali possiamo invece preparare noi stessi delle soluzioni efficaci a risolvere la problematica del nostro cavallo, con una ricetta economica e senza effetti collaterali.

PROBLEMI DI STITICHEZZA

MASCH: in Inghilterra si utilizza questo pastone contro la stitichezza dei cavalli. In un secchio si versa 1 L di farina d’orzo, 2 L di avena, 3 L di crusca, 25 cc di semi di lino, 3 L di acqua calda, si lascia macerare e si mescola di tanto in tanto. Va dato al cavallo quando è ancora caldo, al posto del pasto serale per 2 – 3 giorni.

OLIO DI RICINO: è un olio naturale ricavato dalla pianta Ricinus communis, dall’effetto lassativo. Si sciolgono 500 g di olio di ricino in 500 g di alcol etilico mescolando e si somministra mezzo cucchiaio solo una volta.

ANTIDIARROICI

PASTA DI QUERCIA: mescolare 50 g di corteccia di quercia in polvere, 50 g di semi di lino in polvere, 50 g di altea in polvere e acqua quanto basta, finchè non si otterrà una pasta densa che andrà somministrata al cavallo per via orale in due volte a distanza di 8 – 10 ore. L’effetto astringente è dato dai tannini contenenti nella quercia.

RISO E CRUSCA: un pastone di riso e crusca è un antidiarroico molto gradito al palato dei cavalli. Si fanno bollire 2 Kg di riso in 4 L di acqua e, una volta cotto, si aggiungono 50 g di crusca. Il pastone si somministra compreso di acqua di cottura 2 volte al giorno prima del fieno.

CONTUSIONI E DOLORI

TINTURA DI ARNICA: dai fiori di Arnica montana si estrae un olio essenziale che, frizionato su contusioni, distorsioni o reumatismi, ne facilita la guarigione e ne allevia il dolore. Preparare un infuso con 20 g di arnica e 1 L di alcol, lasciando in infusione per 72 ore, filtrare e imbevere un panno da frizionare sulla zona dolente almeno una volta al giorno.

OLIO MENTOLATO: il mentolo ha potere antisettico e anestetico locale, quindi è consigliato per la cura di piaghe e contusioni. Mescolare 5 g di mentolo, 5 g di guajacolo, 10 g di canfora e 500 g di olio di ricino; frizionare la lozione sulla contusione o tamponare sulle piaghe una volta al giorno.

IMPIASTRO D’AGLIO: è una ricetta utilizzata per lenire il dolore dei cavalli per artrite o reumatismi. Tritare finemente tanto aglio quanto basta a coprire la zona interessata, fino ad ottenere una crema omogenea; spalmare la crema sulla zona colpita, fasciare e tenere per 34 ore. Poichè l’aglio ha un forte potere vescicante è consigliato risciacquare la zona dopo l’applicazione e aspettare 3 giorni prima di ripetere l’operazione.

PROBLEMI BRONCHIALI

TINTURA D’AGLIO: semplice rimedio contro le malattie da raffreddamento. Lasciare in infusione per 1o giorni 150 g di aglio fresco a pezzi e 600 g di alcol, coprendo e agitando ogni giorno; filtrare e conservare in una bottiglia scura per massimo un anno. Mettere 5 – 6 gocce nel cibo del cavallo una volta al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.

SENAPISMO: preparare una pasta semifluida con 3 Kg di farina di senape e acqua tiepida quanto basta. Si distende uno strato di 2 cm su una pezza e lo si applica sul torace del cavallo affetto da pleurite o malattie polmonari, sulla gola in caso di laringite.

PASTA ESPETTORANTE: ricetta utile a liberare i bronchi otturati da catarro. Far bollire 2 L di latte con 300 g di cipolle bianche tritate, 2 spicchi di aglio, raffreddare, filtrare e aggiungere 100 g di miele e crusca quanto basta mescolando fino ad ottenere una pasta omogenea da dar da mangiare al cavallo come cena per più giorni.

PROBLEMI OCULARI

LOZIONE OFTALMICA: fare un decotto con 30 g di malva e mezzo L di acqua, lasciare in infusione 10 minuti e poi aggiungere 2 g di allume e 2 g di canfora. Questa ricetta serve a pulire l’occhio del cavallo arrossato, perciò si deve fare un impacco di qualche minuto. Un altro rimedio più veloce da preparare è il semplice infuso di camomilla con cui fare impacchi oculari.

CURA DELLO ZOCCOLO

UNGUENTO PER ZOCCOLI: sostitutivo del grasso industriale per zoccoli è una ricetta naturale molto utile e semplice. Si fanno sciogliere a bagnomaria 200 g di cera d’api, 300 g di pece liquida, 1 Kg di grasso di pecora, 1 Kg di grasso di maiale.

Gioco dei puledri: momento di socializzazione e di crescita

Il gioco dei puledri funge da esercizio fisico e sociale. Con la maturazione il puledro trascorre meno tempo riposando e succhiando, dando spazio alle sue attività ludiche. 

Nelle prime due settimane il puledro gioca da solo, sia vicino alla madre che lontano, in modo da esplorare l’ambiente circostante ed avere nuovi stimoli. I piccoli all’inizio giocano le madri mordendo loro zampe e criniera; successivamente questo diventerà un vero e proprio “allogrooming” (toelettatura reciproca).

Il gioco sociale con altri puledri aumenta gradualmente con l’età, facendo diminuire quello solitario o con la madre già dalle prime 1 – 2 settimane di vita. In soggetti che vivono soli, il gioco solitario persiste più a lungo e quello sociale include cani, persone o altri animali. Talvolta i puledri giocano anche con oggetti inanimati.

Sebbene a 20 settimane di età i puledri trascorrano ancora più di metà del loro tempo a meno di 5 metri dalle madri, sono molto propensi a lasciarle per giocare. Il gioco dei puledri si concentra sulla testa: si mordicchiano la testa e la criniera e si afferrano il ciuffo. Il mordicchiarsi di lato può sfociare in un combattimento circolare in cui ogni soggetto cerca di mordere la coda e le zampe dell’altro. Il gioco prevede anche l’impennarsi, il montarsi e l’inseguirsi.

Ci sono differenze sessuali ben determinate nel gioco: i maschi si montano e combattono, le femmine si inseguono e si puliscono a vicenda. Quando i puledri maschi si puliscono, tendono a farlo su puledre femmine in quanto, il grooming alla cavalla fa parte del corteggiamento dello stallone. Queste differenze sessuali nel gioco preparano i piccoli al loro ruolo nel branco da adulti.

Anche i puledri hanno una gerarchia di dominanza in relazione alla loro età ed al rango della madre; i maschi ricevono più aggressioni delle femmine, che calciano più comunemente, mentre i maschi mordono.

© foto gentilmente concesse da Michele Lambo

Il commercio di cavalli e le leggi che lo regolano

La legge stabilisce dei criteri normativi per garantire il commercio di cose mobili ed immobili. Il nostro Codice Civile però, non si occupa specificatamente del commercio di animali, rinviando la loro contrattazione a usi e consuetudini locali.

CONTRATTO – L’articolo 1321 del Codice Civile definisce il contratto come l’accordo di due o più parti per costruire, regolare od estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. I requisiti di un accordo sono: accordo fra le parti, causa lecita, oggetto non impossibile e forma legale. In genere, nel commercio di animali, la contrattazioni si fa a voce.

Il compratore ha come obbligo quello di pagare l’animale al prezzo pattuito al momento della consegna o nel giorno e nel luogo decisi. Il venditore è obbligato ad assicurare al compratore il pacifico possesso dell’animale, a garantirne l’assenza di vizi e difetti occulti e a consegnargli l’animale nello stato in cui era al momento della contrattazione.

I vizi sono imperfezioni materiali della cosa tali da incidere sulla sua utilizzabilità o sul suo valore. 

  • Pregresso: il vizio, cioè la patologia o malattia che manifesta l’ animale oppure le cause da cui derivano, debbono essere preesistenti al momento del contratto.
  • Occulto: al momento dell’ acquisto il vizio non doveva essere apparente o facilmente riconoscibile. 
  • Grave: il vizio deve essere tale da influire sulla funzionalità del soggetto.

Il Codice Civile stabilisce che il venditore è obbligato verso il compratore per i soli vizi occulti, poichè per quelli evidenti si ritiene che il compratore sia in grado di riconoscerli e valutarli. I difetti occulti non devono compromettere o diminuire l’uso per cui è stato venduto l’animale (Articolo 1498). Il compratore, altrimenti, può dichiarare la frode.

AZIONE REDIBITORIA – Azione mediante la quale il compratore chiede al venditore la risoluzione del contratto nel caso in cui si riscontri un vizio occulto o con facilmente riconoscibile durante il commercio. Il venditore deve restituire il prezzo pagato e le spese inerenti il commercio più eventuali danni; il compratore deve restituire il cavallo nelle stesse condizioni in cui l’ha comprato.

AZIONE ESTIMATORIA – Il compratore può chiedere la restituzione di una parte del prezzo pagato, che si ritiene avrebbe pagato in meno se il vizio fosse stato reso noto. La riduzione viene fissata di comune accordo o dal Magistrato, tenendo conto del tipo di vizio, della sua gravità e della possibilità di guarigione del cavallo. Solitamente l’azione estimatoria si effettua quando il compratore non è in grado di restituire il cavallo con un’azione redibitoria, poichè ne ha modificato irreversibilmente le caratteristiche (castrazione, marchiatura,…).

AZIONI DI NULLITA’ – Il contratto viene annullato quando manca uno dei requisiti fondamentali di un contratto e cioè che sia stato stipulato con errore essenziale (falsa nozione dell’atto o dell’oggetto) o con violenza (costringendo uno dei contraenti) o con dolo (uso di raggiri).

AZIONE DI REGRESSO O DI RIVALSA – E’ l’azione che viene intentata da un compratore, divenuto venditore, contro il primo venditore poichè, nei termini di garanzia, è stato chiamato dal suo compratore a rispondere di vizi del cavallo.

Normalmente queste azioni possono essere intentate entro un certo limite di tempo. Il compratore può far valere i suoi diritti entro 8 giorni dal giorno dalla scoperta del vizio (alcuni regolamenti regionali prolungano a 40 giorni questo periodo), ma entro un anno dalla consegna del cavallo.

Nel commercio di cavalli vengono definiti vizi redibitori il ballo dell’orso, il ticchio d’appoggio, l’oftalmia periodica, il cancro del fettone, l’atassia spinale, la morva, il corneggio e la bolsaggine. A seconda delle Province italiane, possono essere inclusi nell’elenco anche altri vizi che possono essere considerati redibitori; in tal caso essi prevalgono sul codice civile.