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Il lavoro in compagnia. L’efficacia del lavoro di squadra.

Il lavoro in compagnia anima il comportamento dei cavalli. Il cavaliere in questa occasione deve tenerlo al proprio posto. In questo modo si evita il propagarsi dell’animazione tra essi. Nel lavoro in compagnia devono mantenersi compatti. Tuttavia devono lavorare come se fossero relativamente soli.Il lavoro in compagnia

E’ necessario suddividersi in gruppi che seguono un percorso. Chi è in testa al gruppo dev’essere conscio dei meccanismi che lo regolano. Deve sapere il proprio compito pensando a chi lo segue.  Anche i cavalli devono conoscere il loro posto nell’insieme.



IL LAVORO IN COMPAGNIA.

COMPOSIZIONE DEL GRUPPO.

  • Il capo gruppo

  • Il cavaliere al centro

  • I cavalieri

Nei gruppi numerosi il capo gruppo può stare al centro. Il capo gruppo e il cavaliere centrale hanno funzioni precise. Gli altri cavalieri devono mantenere bene le posizioni e regolarsi.

Nel lavoro in compagnia il capo gruppo procede in testa, di conseguenza, vede il terreno da percorrere e sceglie il cammino. Mantiene la direzione, regola l’andatura e la cadenza. Per poter fare ciò deve possedere la capacità tecnico intellettuale e soprattutto un cavallo che non dia problemi, quindi esperto. Il capogruppo deve avere il “senso del movimento” perché i cavalli devono seguirlo e deve quindi saper valutare l’azione degli altri cavalli nel gruppo.

Il cavaliere al centro del gruppo, ha il compito dei seguire il capogruppo e quindi colui che esercita l’impulso sulla massa che segue il cavallo di testa. Questo cavaliere deve dare elasticità al gruppo, deve saper attutire i contrasti che possono propagarsi all’interno della massa, specie nelle girate, nei dislivelli e sugli ostacoli. Deve saper prevedere l’azione del capogruppo per poterlo assecondare.

I cavalieri sono disposti a forma di “rondine in volo” o come gli stormi negli aerei. I cavalieri meno esperti sono disposti al centro e con loro i cavalli meno sicuri, alle ali infine quelli un po’ più esperti.

Gli obiettivi di ciascun cavaliere sono:

  • Conservare la distanza;

  • Tenere la direzione giusta;

  • Seguire l’itinerario giusto;

  • Girare più o meno largo nelle volte;

  • Tenere la cadenza e l’andatura.

    Il lavoro in compagnia

Salto naturale. Approccio ed esecuzione



Il salto naturale obbliga ai più sensibili cambiamenti di equilibrio. Nel salto il cavallo acquista coraggio, occhio, decisione. Sviluppa il sistema muscolare in quanto sviluppa i fasci muscolari .

salto

Il cavaliere invece consolida e ginnastica il suo assetto. Egli educa la sua azione alla bocca del cavallo.

IL LAVORO ALLE TRE ANDATURE

Assieme all’esercizio al salto si completano a vicenda. Il primo lo facilita (abituando il cavallo a servirsi spontaneamente ed istintivamente dei suoi equilibri), il secondo facilita e sveltisce il lavoro alle tre andature.

Esaminiamo come si comporta il cavallo montato al salto.

salto

In prossimità dell’ostacolo porta il muso in avanti distendendo l’incollatura. Questo movimento, che lo aiuta ad osservare e misurare l’ostacolo, ha grande importanza per l’esecuzione meccanica del salto. Favorisce la contrazione del tronco e il mettere sotto il posteriore. Scatta e lancia in aria la sua massa. Da ciò ne deriva che il cavallo deve compiere liberamente questi movimenti. Di conseguenza il cavaliere deve portare le mani e il busto avanti senza tirare l’imboccatura e senza sollevarsi da terra, esso distende marcatamente l’incollatura facilitando il passaggio del corpo sull’ostacolo (effetto bilanciere).

Il cavaliere non deve avere nessuna premura nel raddrizzarsi ma deve rimanere con le mani avanti. Quando il cavallo poggia le quattro zampe a terra, allora il cavaliere può riprendere l’assetto iniziale in armonia con l’azione del cavallo. “Andare insieme durante il salto ed assecondarlo”.

E’ importante sapere che nel salto si potranno ottenere risultati tanto maggiori quanto più sarà la confidenza che si sarà riuscita ad ispirare al cavallo, liberandolo sin dall’inizio dell’Addestramento da ogni timore, sofferenza e fatica. Equilibrio. Ostacoli. Equilibrio – vita in maneggiosalto

L’assetto in sella: posizione corretta

L’assetto, in sella, viene definito come la postura corretta da tenere quando montiamo a cavallo. Mantenere un buon assetto è la base per una corretta equitazione che non gravi sulla schiena del cavallo e che ci permetta di comunicare al meglio con lui.

Per capire quale sia la posizione corretta prendiamo in considerazione due linee immaginarie. La prima va dalla bocca del cavallo ai gomiti del cavaliere, che dovranno essere rilassati e aderenti al busto, se la posizione delle braccia è corretta questa linea dovrà essere retta. La seconda linea immaginaria aiuta a capire se la posizione seduta è corretta; dovrà quindi attraversare verticalmente orecchio, spalla, anca e tallone del cavaliere.

Consigli utili:

  • siedi abbastanza avanti sulla sella in modo da abbracciarla bene con le cosce.
  • le gambe devono cadere lungo i fianchi del cavallo con il ginocchio aderente alla sella, fino ad appoggiare il piede sulla staffa.
  • il piede deve essere infilato nella staffa solo con la punta e deve rimanere parallelo al fianco del cavallo col tallone abbassato.
  • il bacino deve spingere in avanti e il busto deve rimanere eretto, perpendicolare alla schiena del cavallo,
  • testa dritta e sguardo in avanti che fissa il punto a cui arrivare.
  • il braccio deve cadere dritto fino al gomito, con la spalla rilassata e poi piegarsi in avanti in direzione del collo del cavallo per impugnare le redini all’altezza del garrese.
  • le redini entrano tra l’anulare e il mignolo ed escono tra indice e pollice; il pollice va tenuto in alto e piegato sopra la redine in uscita; i palmi delle mani devono guardarsi ed essere distanziati tra loro di 15-20 cm.

Mantenere la corretta postura in sella per tutto il tempo della lezione spesso risulta ai nuovi cavalieri difficoltoso. I cavalieri più giovani possono faticare poiché non hanno la muscolatura del tutto sviluppata, con un buon allenamento e col tempo diventerà sempre più facile. Ciò permette di cavalcare meglio, di gravare meno sul cavallo, ed anche di accusare un minor affaticamento muscolare. Un valido aiuto può essere farci scattare delle fotografie mentre siamo in sella, magari sia ad inizio lezione che nelle fasi finali, in questo modo saremo in grado di valutare oggettivamente la correttezza della nostra postura e gli errori che commettiamo via via che ci rilassiamo.