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Sintomi quotidiani di buona o di cattiva salute del cavallo




Sintomi quotidiani di buona o di cattiva salute
Bisogna abituarsi ad osservare il proprio cavallo con attenzione, quando lo si pulisce e cura quotidianamente; in questo modo si potranno osservare eventuali problemi, da eventuali fiaccature a piccoli problemi agli arti, fino a comportamenti anomali. “L’occhio del padrone ingrassa il cavallo”. Vi sono però una serie di analisi, che si dovrebbero compiere con regolarità e tenere sempre sotto controllo, per individuare i sintomi di eventuali patologie.

TEMPERATURA.

La temperatura ideale per un cavallo si aggira intorno ai 38 °C, nei puledri è superiore (38,5 °C). Se il cavallo dovesse avere una temperatura superiore, è probabile che stia incubando un’infezione, in questo caso è opportuno consultare un veterinario. Il cavallo febbricitante si presenta depresso, con le orecchie fredde, il naso umido e screpolato, la digestione difficile. Se il cavallo dovesse avere valori di temperatura troppo bassi, potrebbe aver subito un’intossicazione. Valori leggermente più bassi rispetto ai minimi indicati, sono normali in inverno, al mattino, con il digiuno o se ha bevuto acqua fredda.

Sintomi quotidiani di buona o di cattiva salute

RESPIRAZIONE E BATTITO CARDIACO.

Un cavallo sano a riposo, esegue circa 10-12 respirazioni al minuto. Sotto sforzo il numero di respirazioni aumentano, ma se il soggetto non presenta problemi, ritornano normali dopo un’quarto d’ora circa. Per contare gli atti respiratori del cavallo, ci si pone di lato, si contano le volte in cui il costato si muove, cronometrando un minuto. Le pulsazioni di un cavallo a riposo, sono circa 30-40 al minuto, nei puledri arrivano a 70 al minuto. Anche in questo caso, si verifica un aumento dopo uno sforzo fisico, ma ritornano alla normalità dopo un quarto d’ora. Il “polso” del cavallo si prende sotto l’osso della mascella, dove passa un’arteria, ponendo il dito su di essa e contando le pulsazioni – minuto.

FECI.

Generalmente un cavallo defeca dalle 10 alle 15 volte al giorno. Se doveste osservare poche feci nell’ambiente in cui vive il cavallo, probabilmente il cavallo soffre di costipazione. L’assenza di feci è il primo sintomo di ostruzione intestinale e colica. Feci molto dure e secche indicano disidratazione, mentre feci molto liquide, sono un sintomo di malattie gastriche ed intestinali. Dall’osservazione delle feci, si posso individuare anche vermi o altri parassiti.

APPETITO. Verificate giornalmente la quantità di cibo che il cavallo che il cavallo ha mangiato, se doveste osservare una riduzione dell’appetito è opportuno ricercarne le cause. Esse potrebbero risiedere nella bocca (malattie ai denti o al palato) o essere lo specchio di uno stato patologico generale. Prima di chiamare il veterinario, è bene considerare se la qualità e il gusto del cibo siano costanti o se c’è stato un cambiamento dell’alimentazione che il cavallo non ha gradito.

Parassiti e parassitosi: cosa sono e come prevenirli

Dal punto di vista parassitologico i cavalli possono essere infestati da ecto ed endo parassiti, i quali li colonizzano per nutrirsi e riprodursi perpetuando il loro ciclo vitale, provocando peraltro effetti che si ripercuotono negativamente sullo stato di salute e benessere.

Concentrando l’attenzione sugli endo-parassiti è importante sottolineare che il loro effetto dannoso è dato dall’azione espoliatrice (vera e propria sottrazione di alimento e di sangue), traumatica (la parte intestinale e gastrica vengono danneggiate fino a presentare necrosi ulcere ed esiti cicatriziali), meccanica ( vera e propria occlusione per ingombro del lume di tratti dell’intestino).

In linea generale gli endo-parassiti del cavallo possono essere classificati riassumendoli in tre principali famiglie: NEMATODI (vermi tondi), CESTODI( tenie-vermi piatti), ARTROPODI (mosche le cui larve colonizzano lo stomaco ‘’gasterophilus’’). Il loro ciclo vitale è di tipo oro-fecale e in grandi linee è caratterizzato dall’assunzione da parte del cavallo di uova o larve per via orale che una volta all’interno dell’organismo ospite sviluppano le forme adulte che si nutrono e producono uova o larve che vengono espulse con le feci contaminando l’ambiente esterno.

Dal punto di vista clinico la sintomatologia data dalle endo-parassitosi è aspecifica e molto ampia, infatti si possono notare dimagrimento, scadimento delle condizioni generali, calo delle performances, cattivo stato del mantello, anemia, disfagia, diarrea, coliche ed altre patologie correlate sino ad arrivare alla morte. Proprio per questo motivo la diagnosi di certezza spesso non è clinica ma di laboratorio tramite l’esame delle feci.

Per garantire il benessere del cavallo e lo stato di buona salute oltre che le performances ( soprattutto nei cavalli atleti) bisogna combattere i parassiti attraverso adeguate strategie di profilassi bloccando il loro ciclo vitale e intervenendo con trattamenti farmacologici ad azione vermifuga o vermicida. Una buona profilassi si deve sempre basare su un adeguato menagement del cavallo, che dipende dall’età, dal tipo do scuderizzazione, se viene tenuto al pascolo e in compagnia di altri cavalli oltre che dalla stagionalità e dal tipo di strutture. L’igiene dei locali è fondamentale, come la regolare asportazione delle feci ( soprattutto nei paddocks), la rotazione delle superfici di pascolamento e la corretta igiene del mantello. Oltre a questo bisogna intervenire con un adeguato e mirato trattamento farmacologico con vermifughi che deve per forza prescindere da un adeguato menagement di base del cavallo e dalla diagnosi di certezza previo esame delle feci in modo da conoscere il tipo o i tipi di parassiti presenti. Un buon vermifugo deve essere efficace (ottima attività vermifuga o vermicida), affidabile (range di dosaggio ampio senza effetti collaterali)  e sicuro (nessun affetto dannoso per il cavallo).

I parassiti si adattano molto bene agli organismi che li ospitano e soprattutto riescono a sviluppare resistenza nei confronti dei vermifughi perciò la sverminazione del proprio cavallo non è una pratica empirica da fare routinariamente semplicemente somministrando alla cieca dei prodotti vermifughi o ruotando a libero arbitrio il tipo di molecola da utilizzare di volta in volta.

Proprio per non incorrere in problemi dovuti alla resistenza e alla persistenza, anche dopo il trattamento, si consiglia di effettuare l’esame coprologico in modo da identificare i parassiti presente ed effettuare una terapia mirata usando il vermifugo più specifico possibile alle giuste dosi somministrandolo con le dovute attenzioni manageriali del cavallo in modo da non dare luogo a ricontaminazioni. Proprio per questi motivi è preferibile farsi consigliare dal proprio veterinario di fiducia sia per la diagnosi che per la sverminazione. 

Bisogna sempre ricordare che le parassitosi possono aprire le porte a numerose patologie e provocare danni soprattutto a livello intestinale anche permanenti che segnano per sempre in maniera negativa il corretto funzionamento dell’apparato digerente. Sarà compito quindi del veterinario effettuare la diagnosi di certezza consigliando il vermifugo mirato e la corretta gestione del cavallo intervenendo anche con integratori adatti a ristabilire la corretta funzionalità intestinale e garantire la salvaguardia della fisiologia dell’apparato digerente.